La cima di rapa, un ortaggio tipico del Belpaese

Friarielli, Broccoli o Cime di rapa? Come si riconoscono? Ci sono davvero delle differenze tra loro? Hanno utilizzi diversi in Cucina? Scopriamolo insieme.

La Rapa è un ortaggio coltivato principalmente in Italia. La semina avviene al termine dell’estate e la raccolta, a seconda della varietà, tra l’autunno e la primavera del nuovo anno.

Della pianta si utilizzano solitamente in cucina: le infiorescenze e le foglie più tenere che crescono intorno ad esse ovvero le parti terminali della rapa, “le cime di rapa.
Dal punto di vista “botanico” non esiste una reale differenza tra Broccoli, Friarielli e Cime di Rapa. In realtà la differenza è nella “lingua”, ovvero nella terminologia che, a seconda del dialetto regionale, identifica le infiorescenze della stessa pianta. Differiscono principalmente i metodi di preparazione ed il “ruolo” che la cucina regionale italiana, in particolare quella partenopea, pugliese e romana, assegna loro.
Esistono, in effetti, delle sfumature linguistiche che consentono un’identificazione più precisa. Ad esempio quando si parla di friarielli della tradizione napoletana, ci si riferisce in particolar modo alle foglie più tenere della pianta; quando si parla invece di broccoletti “alla romana”, si fa riferimento al fiore più grosso posto, appunto, fra le foglie.
Girando tra i mercati rionali del centro sud potreste imbattervi quindi in un banco ortofrutticolo che vende in maniera distinta e separata:
  • le Cime di Rapa / Broccoli: che vanno ad identificare quindi il vero e proprio “fiore” della rapa;
  • i Friarielli: le foglie più tenere della pianta stessa.
Da piatto “povero” della tradizione napoletana, ormai i “friarielli” stanno spopolando in tutta la penisola. Spesso sono oggi serviti anche in versione gourmet, come contorno, oltre che più classicamente, nei panini con la salsiccia, oppure sulla pizza.

Come cucinare i friarielli?

Una precisa indicazione di come vengono cucinati i friarielli viene dal loro stesso nome: nella tradizione napoletana infatti frijere, significa appunto friggere. In passato, per dare più sapore e rendere più calorica una pietanza “povera” venivano fritti nello strutto, oggi sostituito dal più salutare olio di oliva.
I Friarielli vanno quindi fritti semplicemente in padella, con olio ed uno spicchio di aglio. A cottura quasi ultimata è consigliabile aggiungere sale e peperoncino.
Possiamo consumarli anche così, come contorno, ma il loro matrimonio più riuscito è con la salsiccia!
Le salsicce vanno cotte separatamente, in padella, preferibilmente con olio extra vergine. Rigiriamole di tanto in tanto, aggiungendo in filo di vino bianco per insaporirle ed evitare che si brucino.
Ultimiamo la cottura aggiungendo un po’ d’acqua. Prima che la cottura sia ultimata del tutto, aggiungiamo finalmente i friarielli già preparati in un’altra padella e amalgamiamo il tutto con attenzione.
Buon Appetito

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